Ezio Bosso – Vanity Fair

Ezio Bosso by Efrem Raimondi - Vanity Fair


Ezio Bosso per Vanity Fair… Adesso.
Musicista. Compositore. 44 anni. Vive a Londra.
Con una malattia tosta che l’accompagna. Ma non è un malato.
Era da tempo che non vedevo un punk sotto il riflettore.
Era da tempo che non ne ritraevo… eccolo qui.
Questo ciò che ho visto.
La realtà invece non è proprio questa. Forse.
Ma i fotografi…
L’intervista di Silvia Nucini è però chiarissima.

Ezio Bosso by Efrem Raimondi - Vanity Fair

Il mio mandato era di fare due ritratti.
Ma ne ho fatti di più.
Che dentro quel teatro di Gualtieri c’era un’atmosfera davvero particolare.
E visto che Ezio Bosso non si risparmiava, io idem.
A volte incontri persone che ti piacciono proprio.
E ti viene voglia di girargli intorno.
Senza motivo e senza mandato.

© Efrem Raimondi. All rights reserved

Ezio Bosso by Efrem Raimondi

Ezio Bosso by Efrem RaimondiEzio Bosso by Efrem Raimondi

Ezio Bosso by Efrem Raimondi

Ezio Bosso by Efrem Raimondi

Ezio Bosso by Efrem Raimondi

© Efrem Raimondi. All rights reserved

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23 thoughts on “Ezio Bosso – Vanity Fair

  1. Fotografie potenti: tutte enormi, ma due mi prendono e mi scuotono… Come quando sentì un disco, lo riconosci pur non avendolo ascoltato mai e lo rimetti 1000 volte senza riuscire a saziarti:
    Guardo.
    Le mani… E quel rettangolo di luce…
    Mamma mia… E non ci sono altre parole!
    Grazie!

  2. Pingback: Bosso | bei zauberei

  3. Ho riletto il tuo post e, avendo tempo e voglia, ho voluto conoscere meglio Bosso, che si autodefinisce “un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono.”
    Bene, devo dire che ho scoperto un pozzo (di talento, di conoscenza, di cultura…..) nel quale viene voglia di scendere sempre più. Ci sono in rete bellissime intervista nelle quali ho ritrovato una straordinaria profondità mentale non solo sulla musica ma anche sullo spazio (non necessariamente architettonico) e sull’arte che rivelano un pensiero sul mondo a tutto tondo, sinestetico, globale. Divertente il fatto che da bambino dicesse che Calder era suo nonno…. e in fondo, perché no? si dice che non possiamo sceglierci i genitori, ma i nonni forse sì!

    Quanto a te, l’ultima foto, con quel rettangolo di luce ritagliato nel buio, decentrato sia rispetto all’inquadratura fotografica che rispetto all’architettura dell’ambiente, mi piace e mi incuriosisce, pare quasi metafora di un percorso anomalo, fuori dagli schemi…….

  4. Avere il privilegio di conoscere Ezio….ebbene si, io l’ho avuto!!! Parlare con lui, ascoltarlo, vederlo, sentirlo, apprezzarlo…. E’ un’esperienza unica! Io dico a tutti: la mia vita prima e dopo Ezio Bosso…. per lui nutro grande Ammirazione e un affetto inspiegabile…come per un figlio… lui e’ un PRODIGIO….. lui e’ arte,conoscenza,passione,umilta’…..e prevalentemente e’ Amore!!!!!

  5. Grande! … bellissima la prima per composizione e per come hai gestito la luce che cade su Bosso, secondo me, da povero pisquano, un piccolo capolavoro tecnico, bilanciato benissimo. Ti confermi sempre.

    • Giovanni – grazie! la questione tecnica è però relativa. nel senso che è sempre e solo subordinata a come vuoi esprimerti. possederla è al servizio di questo. uno strumento insomma. non possederla è un impedimento. fosse anche solo per ritrarre margherite. alla faccia di chi, per demagogia o ignoranza, dice il contrario.
      però in questo percorso, ti assicuro, è tutto davvero molto molto semplice

  6. La cosa che mi sconcerta dei tuoi ritratti, Efrem, é la destrutturazione del personaggio. La maggior parte degli autori ti piazza li il faccione e vai con sguardi intensi e pose speciali. Tu lo annusi come farebbe la mia bassotta, lo fai a pezzettini e ce le lo restituisci shakerato con una velatura di limone….gin puro, con leggeri aromi, come si addice ad un Martini cocktail che si rispetti. Bellissima e molto intensa questa serie….mi verrebbe da mandarti a fan culo Efrem, sei troppo bravo..!

    • Roberto – non farti venire tentazioni malsane…
      l’idea di fare come la tua bassotta mi piace molto: il bassotto… cane che adoro. anche il martini cocktail. del quale un tempo avevo la geografia dei posti dove lo facevano meglio. redatta da me e per me. giuro

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