Distante

Si può fare di più.
Non sempre. Non per obbligo.
La tentazione invece è fare di meno.
Anzi nulla.
Quasi nulla, dai.
Distante
Limitarsi a guardare e cogliere il minimo indispensabile.
Ma proprio INDISPENSABILE.
Insomma sottrarre. E vedere l’effetto che fa.

Quanto a questa fotografia, questa volta sì ha un messaggio.
Che però è sempre lo stesso di tutte le mie: ?

Ecco, prendere le distanze. Questo l’auspicio.
Con i miei più sinceri auguri di un 2018 sereno.
E leggero.

Prendere le distanze
Ciao!

© Efrem Raimondi - All Rights ReservedRanda 233 – Lago Maggiore, dicembre 2017.

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

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61 thoughts on “Distante

  1. Bellissima fotografia struggente. Bellissimo tutto: Buon Anno e come dici tu Efrem, Sereno.
    Quanto mi piace la tua fotografia…

  2. Bellissima immagine: struggente. L’insieme di questo post è di un’eleganza sublime: buon anno Efrem

  3. Intensa.
    Per la distanza, si, spesso fa bene. Ma è un’arte non sempre praticabile, almeno non sempre riesce (purtroppo)

  4. vero Gabriella, non sempre riesce. la domanda è: ma abbiamo davvero intenzione di prendere distanza? da cosa? come? e in fotografia?

  5. “Dunque, tu vai laggiù? Come sarai lontano!”. “Lontano da dove?”

    ps: bellissima foto, poetica….. la solitudine, il silenzio, l’assenza e quella sottile malinconia che sanno dare i nostri laghi d’inverno, quando la natura sembra risparmiare anche i colori in attesa della primavera.

  6. “lontano da dove?” è la domanda vilma. aggiungerei da cosa. e anche come.
    ma credo non ci siano alternative: prendere coscienza della propria distanza. e alimentarla.

  7. “Lontano da dove?”, una storiella ebraica, un libro di Joseph Roth, una canzone di Lucio Dalla, una citazione dall’ultima lettera di Antoine de Saint-Exupéry…… è quello che ci chiediamo quando stiamo per partire per dovunque, sapendo che ci mancherà chiunque.

  8. conosco la storiella ebraica. non la canzone di dalla – ho sempre avuto qualche problema con la sua musica.
    però una roba: lontano è una misura, distante – la distanza alla quale penso – è un’altra.

    ci sarebbe a questo proposito anche un “ma dove arrivi se parti”.

  9. Inizio con il condividere poi per far tesoro dello spunto sul togliere finisco qui , ci provo , Efrem grazie

  10. Le tue foto mi rilassano e mi fanno stare bene, non riesco però a prenderne le distanze. Mi coinvolgono come questa.
    Un sereno anno nuovo

  11. Questa fotografia è stupenda! Muove tantissime cose pur essendo fermissima, quasi cristallizzata, bloccata e bloccante. Struggente, con detto in altri commenti. Una vera emozione guardarla. Il testo sembra una conseguenza quasi Dada. Auguri Efrem

  12. Ritratto d’ istante! Distante per guardare/sentire meglio e prendere le misure per ciò che si intende includere, scartando il resto. Infondo è quello che facciamo quando facciamo “click”. Buon anno Efrem…serenamente distante ma vicino :)

  13. ma infatti Giuseppe la fotografia, certa fotografia, certificata la distanza. ma è coinvolta totalmente.
    che sia sereno anche per te.

  14. Così lontano, Così vicino. E vado citando colui che non apprezzi (wnders)
    Che però qui ci sta, se non altro il senso del senso, almeno.
    Penso che la distanza/ vicinanza sia qualcosa di molto educabile. Soprattutto oggi, in questo periodo storico necessita di educazione. Non è però – forse pecco di ingenuità – misurabile oggettivamente. Non è un testo da imparare a memoria, una matematica da applicare. Secondo me, eh. Ma più simile ad un vestito sumisura. Credo.
    Qui l’errore comune, forse. Non credo sia da schieramento scimmia urlatrice, in sostanza. Che diventa roba da sabbie mobili anche con le migliori intenzioni. È una misura soggettiva. E sì che la gridi eh, ma attraverso lo sguardo. Attraverso quello che restituisci. Che fa la differenza e, effetto tsunami. Altro che scimmia urlatrice. Tz!
    Bisogna imparare a cucirsi questo vestito sumisura ed essere pronti al fatto che le misure proprie vanno modificate nel corso del cammino. Perché mica è una roba immutabile. Ha una natura viva questo vestito qui.
    Ecco l’educabilità.
    È necessaria.
    È il mio augurio 2018.

  15. Buon anno anche a te Efrem e grazie per le tue pillole di saggezza

  16. Silenzi e distanze sono coordinate che si intrecciano, ormai non saprei farne a meno. Cari auguri Efrem

  17. la distanza è indubbiamente qualcosa che si acquisisce. e si coltiva. e vero iara, è soggettiva. ma appena ne prendi atto non torni più indietro… qualcosa te lo impedisce. ce la faremo? fedele a jannacci: ma dove arrivi se parti?

  18. Ma che dici? Ma che distanza e distanze che te ne stai come un reuccio sui social! Che ce sguazzi! Ah Efrem!!

  19. Semplicemente sereno anno, anzi sia la vita serena, Efrem caro.
    Ce lo meritiamo, noi.
    Quanto alle distanze, sì, è necessario prenderle per esserne, forse poi, coinvolti.
    Un abbraccio caro e affettuoso con tanto di sorrisone

  20. Ci credi Efrem che la foto mi piace moltissimo e il testo invece non lo capisco? Comunque Auguri!

  21. Si
    Parto dalla fine.
    Che sia leggero.
    Riguardo le distanze, trovo sia di buon auspicio. Io auguro a me stesso di imparare a prenderle quando serve. Me lo auguro riguardo la mia fotografia ma anche riguardo me .. Una presa di coscienza non facile. Abbraccio e a presto.

  22. Grazie Efrem!!! Prendere le distanze forse è l’unica speranza….un messaggio che vale per tutto e per tutti.. In realtà mi incita alla speranza di riuscire a distanziarmi da tutto ciò che appesantisce ed incrosta per avvicinarmi con leggerezza al bene… Ognuno il suo, non esiste un bene universale… Capiamoci , ognuno il suo.. Tanti auguri caro Efrem, donaci foto e parole, un grande abbraccio!!!

  23. ragiono molto per immagini, e il tuo “prendere le distanze” mi ha fatto venire in mente due ballerini che conoscono il momento in cui avvinarsi e quello in cui allontanarsi. sempre nella giusta distanza.

  24. esiste un bene universale. e ha a che fare con l’equilibrio. ma sarebbe troppo lungo parlarne. intanto, per cominciare, una bella distanza aiuterebbe.
    auguri a te Cinzia. un abbraccio.

  25. me la spiegherai alla prima occasione Maurizio… sai che non so se esiste una distanza giusta e una sbagliata?

  26. Sono con te quando mi parli di sottrarre, ma contrariamente, se ben interpreto, a mio avviso in fotografia non si può parlare dì distanze, ma di immersione che annulla tutto quanto è il contesto , ci si fa avvolgere da quello che notiamo e annulliamo tutte, e qualunque distanza

  27. la fotografia non è un ambito a sé. e per ognuno è il prodotto di ciò che è nel suo insieme – le fotografie sono anche altra roba, senza virtù magari.
    la distanza alla quale penso è quella che precede l’atto. ma che nel contempo ti permette di essere selettivo e di produrre un’immagine piuttosto che un’altra.
    è una distanza da tanto conformismo e banalità antropocentrica per esempio. la distanza da tutti gli sforzi massmediatici che hanno solo nel riscontro la loro ragione di esistere. la distanza da tanta banalità espressiva, comoda, demagogica. la distanza è una presa di posizione. anche fotografica. e la fotografia diventa sintesi di tutto ciò. assumendosene totalmente il rischio.

  28. Fotografia come libertà da leggi della comunità, quindi, regole e conformismi che condizionano, e qui ti sono vicino

  29. È da distante che si inizia ad osservare, il distante ci incuriosìsce per primo poi noi decidiamo se dare un taglio o meno a quella distanza, ma quel distante rimane comunque un legame imprescindibile, il minimo comune denominatore tra noi e ciò con cui vogliamo o meno relazionarci. Buon Anno in ritardo Efrem

  30. la distanza, anche come concetto, è variabile Pietro. condivido la tua. la mia qui è più rivolta a staccare da un certo modo, un certo ambiente, una certa idea di fotografia.
    non è mai troppo tardi per un augurio: che sia sereno anche per te!

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