La neve che ci tocca

 

La neve nasce ben sopra le nostre teste.
Nell’alta atmosfera, dove noi non saremmo in grado di vivere.
Nasce pulita, bianca di un bianco che non sapremmo vedere.
Il suo destino è precipitare. Ogni fiocco non oppone alcuna resistenza.
Giù, sempre più giù fino a toccare le nostre teste e caderci ai piedi aggrappandosi alla terra che trova.
E questa è la nostra neve. Non più immacolata, non più bianca cristallina trasparente.
Non più libera. Non più avulsa.
Ma nostra.
Un limbo in cui noi finalmente respirare sospesi.
Librati nel bianco che riconosciamo.
E che ci appartiene.
Quello che io amo fotografare. Quello che tutto cambia.
Tutti giù per terra.

Buon anno! Che sia sereno e chiaro.

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

Fotocamere:
iPhone 4s – Ricoh GX100 – Nikon D800.

20 thoughts on “La neve che ci tocca

  1. Buon Anno anche a te Efrem! Sereno e chiaro, spero, anche se a guardare queste fotografie vengono in mente altri pensieri: alcune sono molto forti, come una traccia violenta che le attraversa e che a me, personalmente, le fa amare.

  2. Ah beh: immagini molto solide per un inizio anno. Questa neve non parla di sé ma del tuo inconscio. Ammetto però che le trovo belle da morire

  3. La neve sembra essere il tuo habitat naturale (almeno dal punto di vista fotografico). Viene giù a sottrarre, a creare quei vuoti, quelle sospensioni della spazio, che tu sai interpratare così bene. Auguri Efrem, buon 2014.

  4. mi piace che hai usato tre fotocamere diverse ma c’è armonia tra gli scatti :)

  5. Mi viene in mente la trilogia “Trois couleurs” di Krzysztof Kieślowski, ‘Film rosso’, ‘Film bianco’, ‘Film blu’.
    ‘Film bianco’ vive sulle mille declinazioni del bianco, quello della neve della Polonia, dei plumbei cieli del nord, dell’abito da sposa della protagonista, bianchi sporchi, calpestati, immacolati, infiniti, violati dai passi dell’uomo, dalle ruote delle macchine.
    Una neve un po’ simile alla tua, una volta caduta la magia si contamina di normalità, ma “i semi sognano sotto la neve” dice Kahlil Gibran, e anche noi, un po’.

  6. vero vero vilma… i semi trovano ottimo alloggio.
    vista molti anni fa la trilogia… del bianco ricordo solo una splendida julie delpy. mi rendo conto che è un po’ poco, ma ho una memoria bizzarra. julie delpy, per restare su ciò che ricordo bene, meravigliosa in killing zoe

  7. buon tutto anche a te salvatore.
    non asino ma puledro. anche se da lì a poco avrei fotografato anche lo sguardo, meraviglioso, di due asini

  8. Chiamala elettricità! Un po’ di elettricità Ahahah :-)
    Se proprio vogliamo rimanere sul genere la chiamerei “alta tensione”.
    Qualcuna è proprio inquietante per me, Efrem

  9. Che meraviglioso augurio, con i piedi per terra !!!!
    Auguri Efrem !

  10. Quello che mi impressiona, positivamente, è la sua duttilità, la capacità di passare da una cosa all’altra con naturalezza e disinvoltura. Qualche tempo fa ho letto in una sua intervista che per lei il soggetto è il linguaggio: una cosa vale l’altra quindi?

  11. in senso assoluto sì, una cosa vale l’altra… non è il cosa ma il come, che a me importa.
    poi chiaro, c’è uno specifico. all’interno del quale non tutto si equivale. ma è solo una mia opinione

  12. altrochè!… tutta quella neve, le due altalene vuote….. sembra di sentirne il cigolio…….
    Ve lo ricordate ‘Shining’?

  13. shining… grande ispiratore! magari non immediatamente a queste, ma grande ispiratore. la cosa interessante in fotografia è che la stessa immagine provoca reazioni anche contrapposte. e con l’altalena è proprio così

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