Ca’ Brutta 1921 – Exhibition

Ca’ Brütta 1921… la mostra alla quale avevo accennato a dicembre.
Adesso è pronta. Inaugurazione 14 aprile ore 18,00.
Milano, Castello Sforzesco, Sale Viscontee fino al 10 luglio.
A cura di Giovanni Tommaso Muzio e Giovanna Calvenzi.
Siamo in trenta.
Manca, e manca molto, Cesare Colombo. Che era con noi durante i sopralluoghi.
Ma ci ha improvvisamente lasciato…

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E questa è la mia

Mi piace la Ca' Brutta by © Efrem Raimondi

Sbagliata… c’è un errore. Evidente.
Grande come una casa…

L’ho accarezzato. E tenuto con affetto.
Ho invece restituito la Mailand, cornice tedesca gentilmente prestatami dai miei amici Caccia, corniciai.
Ringrazio Francesca Matisse per la presenza.

Mi piace la Ca’ Brutta, 2015
70 x 52,5 cm
Fine Art Giclée ai pigmenti
Canson RAG PHOTOGRAPHIQUE 310 gsm
Tiratura 1/5

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

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44 thoughts on “Ca’ Brutta 1921 – Exhibition

  1. Bellissima iniziativa! Bellissima fotografia! E finalmente la Ca’ Brutta che torna a spendere: bravi!

  2. Quanti ricordi in quella casa. Li all’angolo in via Moscova frequentavo lo studio Giancolombo, ma parliamo proprio di tanti anni fa.
    Complimenti per tutto, verro a vedere :)

  3. Bellissima iniziativa! Ho visto il restauro e mi piace molto: la restituisce a Milano e a tutti quelli che ne percepiscono il segno.
    Così come apprezzo molto la tua interpretazione… non trovo l’errore: la guardo da un’ora e non lo trovo. Mi fa molto arrabbiare. Non è un pesce d’aprile vero?
    Sono molto curiosa di vedere anche tutte le altre. Chissà…

  4. no Valeria. nessun pesce. l’errore c’è e si vede.
    l’insieme del percorso espositivo è trasversale – come lo sono gli autori – e molto bello. ci sarà un catalogo mi dicono

  5. Armando – anch’io nell’81 ho bazzicato lo studio giancolombo! ero un giovanissimo borsista di una splendida agenzia di pubblicità che era proprio in moscova di fianco alla ca’ brutta. vieni a vederla, merita proprio

  6. Diletta sì, solo che il merito del ri-splendore è tutto dello studio muzio. sulla mostra invece ti dico che è davvero molto interessante: 31 autori diversi per un solo soggetto

  7. Bello bello bello.
    Entro luglio cercherò il modo di venire a guardare, in qualche modo.

  8. un’immagine furtiva..rubata..di un’opera apparentemente trafugata e quindi di valore.
    …e poi con quei guanti di pelle…

  9. Tutto bello persino l’errore ;)
    Non lo svelo adesso per non rovinarti il gioco: molto divertente ma non toglie niente alla forza dell’immagine. Anzi la amplifica. Per questo apprezzo

  10. spero di sbagliarmi non so se è un déjavu. mi ricordo di un tuo articolo sul blog in cui una tua foto era stata forse incorniciata male. provo a cercarlo per capire se vaneggio!

  11. no…però mi ha richiamata all’altra faccenda. questa la vedrò dal vivo! :-)

  12. Non m’importa nulla dell’errore semplicemente perché non é il tuo. (forse)

  13. Cedo le armi, sarà perché è sabato mattina, ancora troppo presto per una caccia all’errore che abbia qualche speranza di successo. Se poi l’errore è grande come una casa, mi sento veramente “dumb”, e mi lascio cullare da questo misterioso stordimento mattutino. L’unica cosa che mi passa per la mente è un’immagine spezzata in contrasto con la visione architettonica unitaria del rapporto tra edificio e città. Ma mi sto arrampicando sui vetri a specchi di un palazzo più moderno, lo ammetto. Scherzi ed errore a parte, complimenti in anticipo, la mostra si preannuncia a dir poco interessantissima, da non perdere !

  14. Alcune fotografie le trovo discutibili ma non faccio nomi per evitare polemiche. Apprezzo però molto l’intento. Grazie

  15. capisco claudio. interessante sì, molto a mio avviso.
    quanto all’errore, forse è talmente grande da non vedersi. è che io mi aspettavo subito un nugolo di risate e contestazioni. invece zero. meglio…

  16. vediamo:
    all’analisi puramente percettiva probabilmente sfugge, ma se ci si sofferma anche all’analisi logica (se si può parlare di ‘logica della visione’) l’insieme è abbastanza destabilizzante. Intanto, devo dire che mi sono subito ricordata di un tuo altro post
    http://blog.efremraimondi.it/fotografo-donne-non-modelle/#comments
    quella finestra che hai “amato subito”, ti era rimasta in testa, come del resto a me…….ho pensato che poteva essere quella della foto………
    e poi, il nero del gioco d’ombre, la forma secca della cornice, che inaspettatamente viene evidenziata, peraltro in modo incompleto, come se la foto incorniciata fosse trasparente, una serie di corrispondenze mancate, uno sfondo talmente pieno di punti di attenzione da prevaricare, in un certo senso, la foto stessa.
    io credo che ci sia una ragione per cui abbia così ‘caricato’ lo sfondo, rendendolo quasi misterioso, indecifrabile, forse persino più adatto della foto a rendere lo spirito della casa (le case hanno un’anima!).
    sono osservazioni solo mie, ma d’altronde ogni immagine vale per ognuno per quello che ci legge, funziona un po’ come le macchie di rorschach, ogni immagine è un test proiettivo frutto di processi inconsci del tutto soggettivi e personali.

  17. inaspettatamente vilma, devo dire che che sono sorpreso che sia una critica del linguaggio – concedimi il termine ma correggimi pure – a centrare la questione. anche se un po’ sfumata in mezzo ad altre considerazioni per altro pertinentissime.
    in effetti la questione, l’errore, è proprio il rapporto tra l’incorniciato e ciò che restituisce all’ambiente. che NON può essere come lo mostro.
    è frutto di un percorso puramente tecnico per evitarmi problemi aggiuntivi…
    e che avrei potuto “correggere” in post. come si fa adesso ma anche come si faceva prima con la pellicola. invece ho ritenuto che potesse essere anche l’errore una cifra. mi congratulo

  18. Esatto Vilma! Giochino svelato
    Hai fatto molto bene Efrem a mantenerlo e i “puristi” dicano quello che vogliono. Ah ah ah ahhhhh

  19. io credevo che l’errore fosse la doppia via di fuga del selciato…

  20. …solo ora vedo l’ombra dietro il quadro incorniciato… o la mancata ombra

  21. Per capire quale era la foto ci ho messo un po… ma anche io sono lenta… ed è Primavera… poi sono andata sul sito indicato…
    :-)
    Bel rompicapo il tuo, bella provocazione…
    guardare…
    ho guardato dentro la cornice un bel po… poi fuori…
    Bella storia Efrem!
    Mi piace la tua
    “Mi piace la Ca’ Brutta!”
    :-)

  22. lì nessun errore, massimo. sono due fotogrammi diversi quelli interno cornice: prima sinistra poi destra. quindi rotta la continuità può essere che non collimi. ma ci sta

  23. Capisco, ma non capisco… Capisco il significato di quell’errore diventato cifra, ma non capisco in quanto il fatto che l’ambiente non possa essere come lo mostri credo sia una peculiarità molto comune in fotografia… Giornata no, oggi…

  24. se il tema è una casa, cosa si fà? si fotografa la casa, cosa che credo abbiano fatto tutti i partecipanti alla mostra.
    ma se decidi di mostrare la casa attraverso una foto che la ritrae all’interno della casa, be’, già scegli un approccio inedito che di per sé ti distingue, dopo di che ti devi confrontare con lo sfondo.
    il ‘principio del contrasto percettivo’, che fa parte della psicofisica, nell’arte visiva ci dice, fra l’altro, che un oggetto nel nostro campo visivo viene percepito solo in presenza di contrasto con il proprio sfondo.
    questa contrapposizione ricalca il rapporto tra i due emisferi cerebrali, destro e sinistro, per i quali lo sfondo non è semplicemente un espediente decorativo o riempitivo, ma un elemento indispensabile per la corretta comprensione dell’immagine, che ne risulta influenzata così come la nostra capacità percettiva.
    era evidente una certa stranezza compositiva se si guardava l’immagine nel suo complesso, stranezza accentuata, per effetto dello stesso ‘principio’, dal contrasto tra la composta formalità della foto inquadrata e l’incongruenza dell’ambiente in cui si inseriva.
    eppure molti si sono focalizzati sull’immagine della casa, decontestualizzandola dalla VERA immagine, che è quella totale (infatti efrem dice che “ce n’è una”).
    scombinando le carte, invertendo il rapporto gerarchico, allargando il tema dalla casa ad una immagine della casa inquadrata in una cornice dorata portata da un personaggio con gli anfibi in un contesto irrealistico in cui non si capisce dove sia la sorgente luminosa ecc., efrem ha disorientato le capacità percettive e critiche degli osservatori.
    che per lui non è certo una novità.

  25. il soggetto, appunto vilma, è uno: l’opera nel suo insieme. o tutto o niente.
    però dove si trovi la sorgente luminosa – flash – si capisce e sono proprio le ombre a dirlo.
    ma il quesito non era soltanto tecnico… una lettura grammaticale…
    chissà cosa significa davvero leggere…
    e con questo il giochino – come dice Fabiana – si conclude.
    ne restano aperti altri…

  26. Na_Pa – Magritte diceva: “non dipingo: utilizzo oggetti che hanno l’apparenza di quadri….”.
    cito Magritte perchè la foto di Efrem mi ha subito richiamato un paradosso logico-linguistico racchiuso in una frase di Magritte, “ceci n’est pas une pipe”, scritta sotto un dipinto raffigurante in modo molto realistico una pipa.

    p.s. per Efrem: le ombre indicano la sorgente luminosa, ma mentono.

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