Ugo Mulas – Vitalità del negativo

Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960-70 è stata una mostra sull’avanguardia italiana: 1970, Palazzo delle Esposizioni, Roma, a cura di Achille Bonito Oliva.
Ugo Mulas racconta il suo tour con delle immagini nette, semplici, potenti.

S E M – P L I – C I !
Vitalità del negativo, questo libro, è proprio questo.
E nient’altro. Provaci…
E sta tutto nell’assioma di Mario Merz:

Abbandono di uno spazio pratico
per uno spazio teorico.

Ugo Mulas - Efrem Raimondi BlogAnche se qualcuno è indotto a crederlo, non siamo per niente nel concettuale.
Perché il pensiero, qui, ha forma.

Un libro del 2010… trentasette anni dopo la scomparsa di Mulas.
Inattuale?

Meravigliosamente inattuale!
È quando la fotografia non si misura più col tempo quotidiano.

Neanche con quello storico.
È quando, leggera, sorvola sulla criticità umana e la sua pedanteria logica.

Non c’è un solo punto esclamativo… ma un rigore espressivo trasversale.
Siamo fuori dall’attualità. Proprio non riguarda questo Mulas.

Siamo da un’altra parte… in un luogo totalmente fotografico che si misura esclusivamente con la visione dell’autore.
Ed è visibilmente così, basta sfogliare: perché il pensiero non è il pensare.

Si pensa prima, dopo… mai durante l’azione. Che è il tempo in cui il pensiero diventa forma, espressione.
E finalmente cessa di essere una pratica onanista, un’eco concettuale… una ossessiva rottura di coglioni.

Un libro dall’alto peso specifico: ci sono due Verifiche, la 1 e la fondamentale Verifica 3 sul tempo fotografico; ci sono le riflessioni di Ugo Mulas; ci sono le note degli autori ritratti.
Insomma è proprio un libro. E un’opera modernissima.

Curato da Giuliano Sergio in collaborazione con Archivio Ugo Mulas e Incontri Internazionali d’Arte.
Un libro che nasce tra il 1971 e il ’72 quando lo stesso Mulas consegna il progetto a Graziella Leonardi Buontempo – sua la prefazione.
E poi… poi la morte, la perdita della maquette originale, vicende alterne che ne hanno impedito la pubblicazione.

Sembrava non ce l’avrebbe fatta.
Invece eccolo qua.
Ed è splendido.

Ugo Mulas - Efrem Raimondi BlogUgo Mulas - Efrem Raimondi BlogUgo Mulas - Efrem Raimondi BlogUgo Mulas - Efrem Raimondi BlogUgo Mulas - Efrem Raimondi BlogUgo Mulas - Efrem Raimondi Blog© Efrem Raimondi. All rights reserved.

Ugo Mulas. Vitalità del negativo
Johan & Levi Editore, 2010.
210 pagine, illustrato, rilegato, 29 x 24,5 cm.
€ 55,00
N.B. Esistono due edizioni: italiana e inglese.

Condividi/Share

Antonio Marras – DOUBLE SNAPSHOT

Antonio Marras by Efrem Raimondi

Antonio Marras, 2003 – Stern magazine.
From the series Double Snapshot.

Un redazionale di ritratti a diversi fashion designer.
Mi venne voglia di stropicciarli un po’.

Di stirarli…
Nessuna obiezione.
Che poi era più semplice fare che spiegare la mia intenzione.
Ed è sempre così.

Quello delle DOUBLE SNAPSHOT è un percorso iniziato nel 2000.0 a Los Angeles.
Con delle Polaroid SX-70. Quasi casualmente…
Che non riuscivo a far star dentro tutto ciò che m’interessava.
Perché il formato quadrato è sì affascinante, ma non tira da nessuna parte.

Così l’ho allungato: prima su, poi giù. Piuttosto che prima a sinistra, poi a destra se lo sviluppo è orizzontale.
Fregandomene totalmente della coincidenza delle due sezioni.
Anzi cercando la distonia.

Che arrivava naturalmente. Nessun artificio.

Dalla Polaroid al negativo il passo è stato indolore.
Così ho proseguito.
Anche col digitale. Cambia zero.

È come impossessari dello spazio che non ti appartiene.
In fondo l’unica cosa che ci riguarda direttamente è la percezione.

Il cui limite coincide col nostro.

Tornando a  Antonio Marras, in corso alla Triennale di Milano la mostra Nulla dies sine linea Vita, diari e appunti di un uomo irrequieto.
Fino al 21 gennaio.

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

Condividi/Share

Robert Frank – GLI AMERICANI, exhibition

 

© Efrem Raimondi - All Rights ReservedSi scrive e si legge Frank. Non Frenk…
Perché il fanciullo, novantaduenne, è svizzero di Zurigo.
E forse anche per questo all’inizio non è che THE AMERICANS sia stato tanto amato dai medesimi… che in fondo lo sappiamo, gli americani di primo acchito non amano molto lo sguardo degli altri su sé stessi.
Poi però ci ripensano, e con tempi non galileiani in genere.
A quel punto è amore. Per sempre.
E così diventi Frenk.

Questa alla galleria FORMA MERAVIGLI è una mostra potente, non eludibile: 83 fotografie vintage… alias stampa ai sali d’argento… quella bella baritata che schiocca al tocco, e il nero è nero, il bianco bianco, con in mezzo i grigi che riempiono e danno volume.
Ed è una mostra talmente baritata che anche ferma e sotto vetro, anche a tre metri si sente lo schiocco.
E si vede.
C’è da riempirsi gli occhi… tutta la testa. Il cuore. L’anima.

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

Di fronte  alla copia slegata e stesa

Qua e là ci sono anche alcune sue riflessioni. Che valicano questo percorso e riguardano proprio l’idea di Fotografia che lo riguarda.
E coincidono con la Fotografia che produce.
Una direttamente da una copia originale della rivista Camera del 1959:
La produzione massificata di un fotogiornalismo privo di ispirazione e di una fotografia priva di pensiero diventa merce anonima.
L’aria si ammorba della “puzza” di fotografia
[] Non sono un pessimista, ma se guardo una rivista illustrata oggi trovo difficile parlare di un progresso della fotografia, perché la fotografia oggi viene accettata senza domande, e si ritiene che sia compresa da chiunque, persino dai bambini. Credo che solo l’integrità individuale del fotografo possa innalzarne il livello.

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - Blog

In una bacheca le varie edizioni del libro, a partire dalla primissima francese
LES AMÉRICAINS del 1958.

Quello che non sapevo è che la seconda, del 1959, è italiana:
GLI AMERICANI, Milano, Il Saggiatore.

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

Io ho la mia edizione. Da molti anni.
Ma vedere l’intero lavoro appeso, scorrerlo fisicamente…respirarlo: andare oltre e ritornare, fisso nel nero… perso nel gesto sospeso che si allunga, si allunga, si allunga e ti prende lo stomaco.
Tu le guardi e sei lì.
Esattamente lì sull’East River del ’54… a San Francisco nel ’56… nello sguardo di un testimone del ’55 che non c’è più tu ti rifletti, e vedi Robert Frank, lo vedi proprio: sei fuori dal tempo, sei dentro lo spazio infinito, fluido, che non certifica alcun istante e sfigura la Storia.
Come fottere il destino.
Questo ciò che c’è in mostra.
E se non la vedi puoi comunque crederci, ma se la vedi, se la vedi…

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved
© Efrem Raimondi - All Rights ReservedGLI AMERICANI – ROBERT FRANK
Fondazione Forma per la Fotografia – Maison Européenne de la Photographie, Parigi
Galleria FORMA MERAVIGLI

via Mervigli 5 – Milano
Fino al 19 febbraio 2017

Ufficio stampa, Laura Bianconi
stampa@formafoto.it
335 7854609

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

© Efrem Raimondi. All rights reserved

© Efrem Raimondi - All Rights Reserved

Baritate che ti saltano addosso…

Condividi/Share

Prima Visione 2016 – Il cielo che c’è

Il cielo che c’è, realizzata il 31 dicembre 2014.
Esposta fino al 21 dicembre presso la Galleria Bel Vedere, Milano.
Una mostra collettiva che vede la partecipazione di quarantadue autori.
Con la collaborazione del G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale.

Galleria Bel Vedere - Milano

Il soggetto è Milano. Declinato come a ognuno è parso.
E questa molteplicità di sguardi è poi il vero plus della mostra.
Alla sua dodicesima edizione. Purtroppo l’ultima.
Perché la Galleria Bel Vedere Fotografia chiude.
Ed è un male, per la Galleria e per tutti noi che riteniamo importante la presenza di spazi che hanno al centro cultura e affetto per la Fotografia. Quella maiuscola, quella che non ha paura e si espone davvero.

Il cielo che c'è, by Efrem Raimondi

 Il cielo che c’è, 31 dicembre 2014. Milano
From the series INSTARANDA

30 x 22,5 cm su carta 40/30
Canson Baryta Photographique Fine Art 310g/m2
Firmata sul retro – non numerata, destinata a questa mostra.

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

P.S. Non ero al corrente del fatto che sì, chiude la sua sede storica, così affascinante in via Santa Maria Valle.
Ma riapre non si sa ancora dove – sempre Milano centro si dice –  a primavera.
Così va meglio.

Condividi/Share

TOGETHERSTRONGER STEP FORWARD

toghetherstronger

Togetherstronger Step Forward è una mostra che si terrà a Palermo il 20 ottobre presso Église.
Si tratta di un evento per la raccolta fondi a favore della popolazione vittima dell’ultimo terremoto, quello del 24 agosto in Centro Italia.

Con la collaborazione congiunta del Perugia Social Photo Fest e Église.
Molti gli autori che hanno donato una propria opera e che viene venduta a cento euro. Tutte quante… nessuna asta, nessuna distinzione: cento euro.

La vendita continua fino all’11 novembre. Anche on line.
Per tutte le informazioni e i dettagli:   
https://blogeglise.wordpress.com/2016/10/11/togetherstronger-step-forward/

E questa è la mia, Trussardi novantasei.
35 x 23 cm su carta 40/30 Hahneműhle Fine Art Rag Pearl 320 gr.
Stampa destinata a TOGETHERSTRONGER,  non numerata firmata sul retro.

trussardi novantasei by Efrem Raimondi

   © Efrem Raimondi. All rights reserved.

Buona partecipazione e diamoci dentro.
Ciao!

Condividi/Share

Self-Portrait. Mostra + Lectio

Efrem Raimondi - exhibition

Self-Portrait, mostra…
Self-Portrait, rigorosamente singolare.
Perché risponde esattamente all’idea che ho di ritratto e al rapporto che si crea tra la figura – umano, gatto, fiore e tutto quanto davanti alla fotocamera – e l’autore.
E cioè la consapevolezza che la dialettica fotografica restituisce, sempre, l’immagine riflessa dell’autore.
Che è il vero soggetto della fotografia.
In questo caso il sottoscritto. Ma cambia poco… uso lo stesso paramentro anche per il lavoro degli altri.
Perché non è necessario sposare questa tesi, né erigere o spianare muri ideologici, o religiosi vista certa veemenza non appena accenno: l’autore, quando c’è, si vede e determina il peso specifico dell’immagine restituita.
E autore, non ha alcuna necessità maiuscola.
Me ne frego delle maiuscole.
M’interessa ciò che vedo.
Questo è per me il soggetto col quale qualunque fruitore si misura.
Indipendentemente dalla destinazione d’uso della singola fotografia: qualsiasi luogo è lo stesso.
Non è lo stesso… ma è lo stesso: proviamo ad astrarci dal contesto e occupiamoci di ciò che vediamo.

Discutibile. Vero. Amen: it’s only my opinion…

Venti ritratti per questa mostra anomala.
Una selezione durissima e mirata.
Nata dalla curiosità, e dall’intelligenza mi vien da dire, dello studio legale R&P Legal.
Inizialmente non capivo bene questo interesse: un fotografo e uno studio legale… una mostra…
Insomma un po’ fuori da certi canoni.
Poi ho aderito totalmente: oltre ai luoghi, esistono le persone e la loro capacità di relazione col circostante.
Per questo parlo di intelligenza.
Ho sempre creduto nella trasversalità e i cliché mi hanno sempre infastidito. Non ne ho mai fatto mistero.
Questa era un’ottima occasione per sottolinearlo ulteriormente.
Ma se esistono le condizioni, ma esponi dove vuoi!

INVITO

Poi il 16 giugno La fotografia non esiste, che è un po’ la replica della lectio magistralis tenuta l’anno scorso in Triennale a Milano.
Sempre a cura di R&P Legal e col patrocinio del Comune di Busto Arsizio.
Museo del Tessile – via Volta, 6 – h. 18,30.

Per informazioni: busto@replegal.it

Ora, nel mio caso di magistrale non c’è nulla.
Mi limito a dire la mia. Con la fotografia che mi riguarda.
Spero davvero che ci si veda e volendo ci si confronti.

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

Condividi/Share

Ca’ Brutta 1921 – Exhibition

Ca’ Brütta 1921… la mostra alla quale avevo accennato a dicembre.
Adesso è pronta. Inaugurazione 14 aprile ore 18,00.
Milano, Castello Sforzesco, Sale Viscontee fino al 10 luglio.
A cura di Giovanni Tommaso Muzio e Giovanna Calvenzi.
Siamo in trenta.
Manca, e manca molto, Cesare Colombo. Che era con noi durante i sopralluoghi.
Ma ci ha improvvisamente lasciato…

Qui c’è tutto   ITA + sito

E questa è la mia

Mi piace la Ca' Brutta by © Efrem Raimondi

Sbagliata… c’è un errore. Evidente.
Grande come una casa…

L’ho accarezzato. E tenuto con affetto.
Ho invece restituito la Mailand, cornice tedesca gentilmente prestatami dai miei amici Caccia, corniciai.
Ringrazio Francesca Matisse per la presenza.

Mi piace la Ca’ Brutta, 2015
70 x 52,5 cm
Fine Art Giclée ai pigmenti
Canson RAG PHOTOGRAPHIQUE 310 gsm
Tiratura 1/5

© Efrem Raimondi. All rights reserved.

Condividi/Share

Vivian Maier – Milano

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

 

Vivian Maier. Non ci volevo neanche andare.
E sbagliavo.
È che c’è questa incredibile straordinaria storia che la riguarda.
Troppa per essere vera.
Quindi verissima.
Ma in qualche modo ha dopato la questione vera, cioè la fotografia che la riguarda.
Di fronte a certi exploit mediatici sono sempre un po’ scettico.
E riluttante ad assecondarli in un sol impeto.
Come un sospetto…
Mi viene in mente la Dama con l’ermellino e i chilometri di coda per vederla esposta a Milano.
Anno 1998… un delirio: gente sicura di trovarsi di fronte alla rivelazione del ritratto.
La sua essenza.
Chilometri sprecati.

Qui la storia è diversa. Vero.
Ma restava quel battage che mi allontanava…
Due carissimi amici mi hanno cooptato.
Ed eccomi qui.
Però ho fatto una cura prima: mi son detto e ripetuto che sarei entrato solo per vedere.
E sia quel che sia.

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Una solitudine troppo rumorosa, parafrasando Hrabal.
Un silenzio assordante lungo tutto il BN dei ’50 e ’60 e poi ancora col colore dei 70’.
Una consapevolezza assoluta.
Un’attenzione ossessiva, lucidamente reiterata e magistralmente modulata intorno alla fauna umana. E ai suoi dettagli.
Una patologia struggente…
Che però trova forma.
A differenza di altri – soprattutto altre, soprattutto oggi – che a furia di osservare SOLO il proprio ombelico ci precipitano.
Semplicemente perché esauriscono le pagine del racconto, breve e di intensità prossima allo zero, che alla quarta mi vien da dire sì va be’ e allora?
Così dalla Sherman, almeno un po’ ironica, alla Woodman zero ironia, più tutte le epigone… che noia!
Là sul loro terrazzino a guardarsi allo specchio.
E la fotografia come strumento di autoanalisi.
E perché mai ce ne dovrebbe fregare qualcosa?

Ho bisogno di vedere cos’hai da dire sul mondo.
Di te e della tua patologia non me ne frega un cazzo.
Attrezzati e dalle forma.
Che la masturbazione ha anche un suo grado di piacevolezza… poi però basta, si va al sodo.

I fotografi partono da sé. Tutti.
La differenza la fa il ritorno. Che per essere autenticamente espressione è un circuito aperto.
Che neanche sai bene dove va a parare.
Forse non t’importa neanche.
Un po’ come Vivian Maier.
Ed è qui che mi sono ricreduto.
Perché ho guardato la sua Fotografia.
Autenticamente potente.
Disperatamente commovente.
Zero autocelebrativa – che son mica quella decina di autoritratti…
Finalmente ritrovata.
Forse suo malgrado.
Ben oltre la sua storia più o meno romanzata.
Che passa in secondo piano.

E non m’interessano neanche un po’ le illazioni che non la vorrebberro realmente autrice in quanto lei non ha sviluppato.
Lei non ha stampato.
Lei non ha diretto la sua visione solida.

Questo forse riguarda solo le sue paure.
Non le nostre.
Guardiamo queste fotografie.
Punto.

© Efrem Raimondi. All rights reserved

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blogVivan Maier - Efrem Raimondi blog

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

E sono davvero contento che ci sia di nuovo Fondazione Forma.
Uno spazio in più. E non in meno.
A cura di Anne Morin e Alessandra Mauro, sino al 31 gennaio

Vivan Maier - Efrem Raimondi blog

© Efrem Raimondi. All rights reserved

Condividi/Share

Gabriele Basilico – Ascolto il tuo cuore, città

Gabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi Blog

Gabriele Basilico, Ascolto il tuo cuore, città.
Una sola roba: monumentale.
Soggetto unico, la città. Modulata tra il 1978 con le fabbriche milanesi, e il 2012 coi cantieri di Porta Nuova, ancora Milano.
In mezzo c’è tutto il resto, a partire da Beirut.
E poi dovunque Gabriele Basilico ha calpestato terra.

150 opere, video, filmati… c’è talmente tanta densità che c’è da prendersi una mezza giornata.
Vietato correre… tre ore. Due abbondanti sicuro.
E magari tornare.

Fino al 31 gennaio – info –  presso UniCredit Pavilion, piazza Gae Aulenti 10, Milano.
Curata da Walter Guadagnini con la collaborazione di Giovanna Calvenzi.
Catalogo edito da Skira.

Quello che non mi aspettavo era il luogo, l’UniCredit Pavilion.
Non ci ero ancora entrato…
Decisamente affascinante.
Così sfondato nel suo corpo centrale rivela delle sorprese.

Disegnato da Michele De Lucchi…
Perfetto per questa mostra.
Che quasi quasi ci torno.
Anzi, devo tornarci: mi manca una parte dei filmati.
L’ho detto: prendetevi un tempo abbondante.
E godetevi il tutto.

Gabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi BlogGabriele Basilico Exhibition - Efrem Raimondi Blog© Efrem Raimondi. All rights reserved

Condividi/Share

Juan Muñoz all’Hangar Bicocca

Juan Muñoz by Efrem Raimondi

 

Milano, 1 agosto 2015, h. 18,30: Hangar Bicocca.
Potevo andarci ben prima, visto che questa mostra di Juan Muñoz è lì dal 9 aprile…
Il titolo è: Double Bind & Around.
Potevo andarci prima…
E invece ho fatto bene ad andarci adesso, quando tutti l’hanno già vista.
E quindi mi sono goduto il gigantesco spazio di Hangar Bicocca. Quasi vuoto… una decina i presenti persi in un volume immenso. Splendido.

La scultura è fantastica.
Perché ci giri attorno. Perché ti allontani, ti avvicini, ti abbassi, ti alzi. E cambia.
È ferma. Non si sposta di un millimetro da se stessa… dal posto che le è stato assegnato o dal percorso che le è stato imposto se prevista mobile – e qui ci sono delle opere dinamiche, un paio.
Invece tu sei libero di muoverti . E questo, con la scultura, è fondamentale.

Quello che appare immediatamente evidente in questa mostra è che anche la distanza, lo spazio e la sua sproporzione sono elementi espressivi fondamentali dell’opera di Muñoz… impressionante la scena che subito si presenta appena varcata la soglia.
Ma questa del rapporto con lo spazio, è patrimonio imprescindibile della scultura e delle opere di installazione. Perché coi volumi si misurano sempre. Solo che qui è sottolineato e in sé è linguaggio.

L’unico precedente espositivo di Double Bind, che è il focus della mostra – in tutto altre opere per un totale di quindici – risale al 2001 per la Turbine Hall della Tate Modern di Londra. Poi stop. Questa è la seconda volta.
E della mostra non dico altro: va vista.

Quello che invece c’è, è che trascorso il minuto iniziale in cui resti lì, statico come una mattonella con un hangar sopra, poi con le opere dialoghi. E lo fai a modo tuo.
E questo è il nostro focus: misurarsi, dialogare, metabolizzare le opere che sono di altri.
E quando di opere vere si tratta, la dialettica produce altro.
E ciò che poi tu restituisci, è altro.
Qui mischio le carte, perché ho anche una voglia, e un’esigenza informativa.
Ma la strada che mi affascina è la nuova relazione che puoi creare.
Quando puoi girarci intorno, quando hai davvero di fronte linguaggio solido.
Quando un’opera ti catapulta altrove.
E tu hai l’immediata, imprescindibile necessità di appropriartene.
Come sempre. Come con tutto.
Puoi farlo.
Devi farlo.

Quanto è straordinariamente potente ‘sta mostra…

© Efrem Raimondi. All rights reserved

Juan Muñoz by Efrem Raimondi

Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi
Juan Muñoz by Efrem Raimondi

© Efrem Raimondi. All rights reserved

iPhone 4s

Juan Muñoz, Double Bind & Around
Fondazione Hangar Bicocca
Milano, via Chiese 2
Tel. +30 02 66111573
info@hangarbicocca.org

Orari:
giovedì/domenica: 11.00 – 23.00
lunedì/mercoledì: chiuso.
Fino al 30 agosto 2015.

Condividi/Share